Cenni storici della Famiglia Vadi

Cronologia dal X secolo al IXX secolo

Casata insignita di Privilegio Nobiliare Alzó Stemma Gentilizio.

In Primis

Ancor prima del primo millennio, nella parte nord dell’Etruria e nell’area sud del Pedemontium si stabilirono dei Liguri “Ilvati” provenienti da Vada Sabatia, anche indicata dagli antichi geografi nei loro trattati così, come negli itinenerari marittimi in Vadum Sabatium – Vadis Portus – de Vadis (oggi Vado Ligure, in provincia di Savona), città dei VADI. I quali sotto questo nome iniziarono a muoversi nelle aree confinanti con quella intraprendenza e volontà commerciale che distingue tali popoli della Liguria, stringendo patti e accordi con la classe politica delle varie Signorie locali e particolarmente con lo Stato della Chiesa ed in seguito con i Savoia.

Fonti:
“Mirabilia Italiane”, di Franco Cosimo.
“Galleria delle carte geografiche in Vaticano”, Musei Vaticani.

Storia Vadi 01

[Anno 1059] Firenze e Stato della Chiesa.

In tale periodo regnava Gerard de Bourgogne/Gherardo di Borgogna, che salí al Papato il 9 Dicembre 1058 fino alla sua morte con il nome di Niccolò II (fu il 155° Papa della Chiesa Cattolica), il quale nominó Capo delle Armi Romane VALENTINO VADI di PIETRO VADI feudatario e Gran Dominante di Vada e Populonia.

Storia Vadi 02

[Anno 1077] Corsica e Repubblica Pisana.

In quel periodo un ramo della Famiglia VADI residente in Populonia, sotto il dominio della Repubblica Pisana, si sposta nella parte occidentale della Corsica, nel Cantone di Campoloro di Moriani.

[Anno 1092] Repubblica di Venezia.

In tal periodo PIETRO VADI dona a Domenico Foscarini da Torcello, un terreno di sua proprietà in Rio Piccolo di Torcello. Registrato nel libro al n. 664 di mano in mano cassetto n.6 n.1 in data 9 Ottobre 1094.

Fonti:
Documenti del Monastero di S. Giovanni Evangelista di Torcello.

Storia Vadi 03

[Anno 1162] Isola d’Elba e Repubblica Pisana.

In tal periodo, e piú precisamente nella notte del 23 Luglio 1162, venticinque galere Genovesi sbarcarono all’Isola d’Elba nei pressi di Capo S. Andrea con un forte contingente di uomini ben armati e con il compito di saccheggiare e depredare l’isola.

Il nucleo degli armigeri Pisani presenti in quei giorni sull’isola non era numeroso, i primi che accorsero a difendere la loro terra furono gli Elbani del Marcianese.

Dopo una lotta accanita e spietata, i Genovesi furono costretti ad un precipitoso reimbarco ed a una non meno precipitosa fuga dalle coste dell’Isola d’Elba.

Di questo gran valore si nomina tal PIETRO VADI come Signore delle terre del Marcianese, il quale in località La Zanca fa erigere a ricordo di tale evento una cappella ove in terra benedetta furono sepolti i valorosi ed eroici caduti. Tale cappella, ancora oggi in piedi, fu consacrata il 15 Agosto 1162 a perpetuo ricordo. Si legge di tal evento sullo stemma della Famiglia VADI:
“ENSIS PETRI INIMICUS EXPULSUS” (“La Spada Di Pietro I Nemici Espulse”.)

Fonti:
“Cronache Pisane”, di Bernardo Marangone.
“Storia dell’Elba”, di Luigi De Pasquali.

Storia Vadi 04

[Anno 1281] Stato della Chiesa.

In tale periodo regnava Simone Brioni di Monpensieri che salí al Papato il 22 Febbraio 1281 fino alla sua morte con il nome di Martino IV (fu il 189° Papa della Chiesa Cattolica), il quale chiamò a se ANDREA VADI di FRANCESCO VADI della Populonia per addirlo presso di sé quale consigliere intimo, sostenendo fortemente la politica di Carlo D’Angió.

[Anno 1282] Repubblica di Venezia.

In tale periodo un ramo della Famiglia si spostò in Venezia e nella persona di FRANCESCO VADI oriundo Romano coprì la luminosa carica di Terzo Senatore della Repubblica Veneta e ottenne dalla medesima la medaglia di Gran Crescente della Repubblica.

Storia Vadi 05

[Anno 1291] Isola d’Elba, Repubblica Pisana.

In tal periodo un forte esercito Genovese sbarcó con una flotta di sessanta galere al comando di Niccolò Boccanegra tra Capo S. Andrea e nella cala dell’attuale paese di Marciana Marina. Dopo quattro mesi di aspra e dura lotta che vide i Marcianesi asserragliati nella Fortezza di Marciana Alta, costoro dovettero alla fine cedere alla forza delle truppe Genovesi, i quali sapendo della fierezza e temendo nuove rivolte e imboscate per precauzione contro ogni movimento silenzioso, presero quaranta ostaggi di maggior censo tra i quali un VADI. Che fine poi abbiano fatto tal persone trasportate a Genova, non è dato di saperlo.

Fonti:
“Annali Genovesi”, diJacopo Doria.
“Historie Pisane”, di Raffaello Roncioni.
“L’Elba alla fine del XIII secolo”, di Emilio Cristiani.

[Anno 1315] Firenze.

Donne della famiglia VADI – MASINE VADI e MARIE VADI si vedono fra le suore dell’aristocratico Ordine della Penitenza dei Frati Predicatori nel 1315 convento di San Jacopo di Ripoli, che accoglieva, come anche quello di San Domenico di Cafagio, solo rappresentanti delle più cospicue case di Firenze.

[Anno 1362] Piemonte, Contea dei Savoia.

In tale periodo un ramo della famiglia si spostò nella Contea dei Savoia e Amedeo VI Conte di Savoia, detto il Conte Verde, decorò all’Ordine Reale di Savoia ALESSANDRO VADI di MARCO VADI, come da suo diploma “Maistre d’Ostel” emanato in Vercelli il 14 Giugno 1363.

Storia Vadi 06

[Anno 1362] Stato della Chiesa.

In tale periodo regnava Guillaume de Grimoard che salì al Papato il 28 Ottobre 1362 fino alla sua morte con il nome di Urbano V (fu il 200° Papa della Chiesa Cattolica).

È da commendarsi che FEDERICO VADI dallo Stato della Chiesa in Roma fu inviato come Ambasciatore a Ferrara dal Marchese D’Este e nell’Anno 1364 andò come Potestà a Perugia per vacanza di Bindo di Andrea Bardi e nell’anno 1366 fu eletto senatore di Roma e fu consigliere di Giovanna D’Angiò, incoronata Regina Giovanna I di Napoli, di Gerusalemme e di Sicilia.

[Anno 1405] Repubblica Fiorentina.

[Anno 1440] Marchesato di Ferrara.

In tale periodo LODOVICO VADI di GIOVANNI VADI fu prode Capitano di tale Repubblica ed inviato nel 1405 come Commissario delle Armi con indipendenza a Castrocaro in Romagna, fortezza in quel tempo di somma importanza. Nel 1440 fu Comandante delle Armi dei Marchesi di Ferrara ed il Marchese Niccoló D’Este gli scrisse più lettere dandogli il titolo di Potente.

Storia Vadi 07

[Anno 1407] Stato della Chiesa.

In tale periodo GIORGIO VADI di LORENZO VADI fu decorato dell’Ordine Reale di Costantino Magno e confermato di tale ordine da Papa Gregorio XII (al secolo Angiolo Correr, di Venezia), il quale salì al Papato il 30 Novembre 1406 fino al 1415 (fu il 205° Papa della Chiesa Cattolica).

[Anno 1434] Piemonte, Francia, Contea e Ducato di Savoia, Stato della Chiesa.

In tale periodo Amedeo VIII di Savoia detto il “Pacifico” dal 1439 al 1449 fu antipapa col nome di Felice V. Ceduto il titolo Pontificale, condusse seco in Ripaglia (Castello Ripaille, Alta Savoia presso la cittadina di Thonon Les Bains, in Francia sul Lago Lemano oggi Lago di Ginevra) LUIGI di BENEDETTO VADI Dottore in Legge nel 1432 a far con esso, vita eremita dal 1439 al 1449 condusse il prelodato LUIGI VADI come suo consigliere intimo fino all’anno 1449 in cui visse.

Amedeo VIII nel 1434 fondó l’ordine Militare San Maurizio che poi si trasformó in Ordine Mauriziano.

Successivamente questo ramo della famiglia VADI si stabilì definitivamente nell’Alta Savoia sulle rive del Lago Lemano e in seguito sul Canton Genève e Canton Vaud. Fra i personaggi di tale periodo citeremo FRANCESCO VADI, pittore del XV secolo.

Fonti:
Archivio Storico Araldico.

[Anni 1445 -1457 – 1470] Marchesato e Ducato di Ferrara e Reggio.

In tal periodo PHILIPPO VADI di Pisa fu governatore di Reggio sotto il Marchesato di Leonello d’Este e in seguito consigliere del Duca Borso d’Este dal 1452 al 1470 nel Ducato di Ferrara. In quell’epoca il feudo degli Estensi comprendeva Modena, Reggio e Ferrara.

Gli Estensi erano contemporaneamente feudatari del Papa per il territorio di Ferrara, e dell’Imperatore Federico III d’Asburgo per i territori di Modena e Reggio.

Fonti:
“Amorum libri tres e la lirica settentrionale del Quattrocento”, di Matteo Maria Boiardo.
“Manoscritto con alcune poesie inedite”, di Simone Serdini Forestani detto il “Saviozzo”.

Storia Vadi 08

[Anno 1457] Venezia.

Giovanni Boldu Veneziano pittore e medaglista dal 1454 al 1477 coniò nel 1457 una medaglia di bronzo per FILIPPO VADI di Pisa (governatore e consigliere degli Estensi) riferita fra quelle del Sig. Abate Bottari, alla fine del tomo settimo degli Elogi Italiani.

Sul fronte della medaglia di Giovanni Boldu per FILIPPO VADI è raffigurato il suo busto attorniato dalla dicitura “PHILIPPVS DEVADIS DE PISIS CHINOREM SVPERANS” (“FILIPPO VADI di Pisa al di sopra di Chirone”) poichè, nella mitologia greca, Chirone era esperto nelle arti, nelle scienze ed in medicina; mentre sull’altra faccia appare una figura maschile in corazza antica, stante di fronte attorniato dalla dicitura “M’ CCCC’LVII OPVS IOANIS BOLDV PICTORIS”

Fonti:
“Medaglie e Placche Italiane dal Rinascimento al XVIII secolo”, circa 1800.
“Catalogne of the Soulages Collection”, 1856.

Storia Vadi 09

[Anno 1480 -1516] Ducato d‘Urbino.

In tale periodo BENEDETTO VADI di Fossombrone, Illustro Dottore in Legge e Giureconsulto dei Duchi d’Urbino sotto Guidobaldo da Montefeltro, e successivamente sotto Francesco Maria I della Rovere, scrisse molti trattati di legge ancora attuali e presenti nelle nostre biblioteche.

Si pensa che fu lui nel Ducato nel 1482 a fare il nome FILIPPO VADI Magister Scrima per insegnare l’arte nobile della scherma al Duca Guidobaldo di Montefeltro che in seguito acquistò la fama in tutta Italia di valente Capitano.

Fonti:
“Storia dei Conti e Duchi d’Urbino”, Filippo Ugolini.

Storia Vadi 10

[Anno 1482 1487] Pisa, Ducato d’Urbino.

FILIPPO VADI “Magister Scrima”, Maestro d’arme originario di Pisa 1425 – 1501. Dopo esser stato governatore di Reggio sotto la famiglia degli Estensi, scrisse sul finire del XV° secolo, un trattato d’arme dedicato al Duca Guidobaldo di Urbino.

Non abbiamo notizia certa della presenza di FILIPPO VADI alla corte di Urbino, ma la dedica al Duca e la presenza del codice nella Biblioteca Ducale ci devono far pensare che FILIPPO VADI abbia vissuto almeno per qualche tempo nella città Marchigiana, e abbia prestato i propri insegnamenti al Duca Guidobaldo.

Il manoscritto è un trattato d’arme dal titolo “De Arte Gladiatoria Dimicandi”, datato approssimativamente tra il 1482 e il 1487.

Il testo, splendidamente illustrato, è scritto e dedicato al giovane Duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro, ed è oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Roma. Da notare come la stessa figura in armatura presente sul medaglione dedicatogli da Giovanni Boldu venga raffigurata anche in questo manoscritto, onde rappresentare le qualità del combattente.

Guidobaldo divenne Duca nel 1482, e perciò il testo non può essere più antico. Il trattato figurava poi nell’indice della biblioteca ducale di Urbino, fatto eseguire appunto tra il 1482 e il 1487 da Odasio, precettore del giovane Duca, al numero 654, e non può essere quindi posteriore al 1487. Sempre nel catalogo della Biblioteca si trova l’annotazione che il testo non fu più trovato dopo la conquista della città da parte di Cesare Borgia nel 1502.

Storia Vadi 11

[Anno 1572] Piemonte Ducato dei Savoia.

In tale periodo il Duca Emanuele Filiberto di Savoia detto “Testa di Ferro” decorò Cavaliere ANTONIO VADI di EDOARDO VADI all’Ordine Reale dei Santi Maurizio e Lazzaro. L’Ordine Mauriziano fondato da Amedeo VIII di Savoia venne riformato dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia, il quale lo destinò alla liberazione dei mari dai pirati e alla lotta contro i nemici della fede, in particolare i calvinisti e luterani, e all’esercizio dell’ospitalità.

Il 16 Ottobre 1572, il Sommo Pontefice Gregorio XIII, con la “Bolla Cristiani Populi”, dietro richiesta del duca Emanuele Filiberto, eresse l’Ordine militare e religioso di San Maurizio ed il successivo 13 Novembre, con la “Bolla Pro Commissa”, lo univa, in perpetuo, all’Ordine gerosolimitano di San Lazzaro, Ordine quest’ultimo sorto verso l’anno mille per curare i lebbrosi e difendere i luoghi santi.

Lo stesso Sommo Pontefice pose il nuovo Ordine militare e religioso sotto la Regola di San Benedetto della Congregazione Cistercense e dichiarò il Duca Sabaudo, ed i suoi legittimi successori, Gran Maestri dell’Ordine.

I Cavalieri emettevano i voti di Religione e si impegnavano a combattere per la fede cattolica. Per l’ammissione nell’Ordine, necessitava l’appartenenza al ceto nobiliare.

In seguito parte della Famiglia VADI (non abbiamo data certa “forse nel periodo delle guerre di religione seconda metá del XV secolo”) si spostó dall’Alta Savoia nella Val d’Ossola e piú precisamente nelle localitá di Mingiadone e Ornavasso.

[Anno 1589] Populonia Isola d’Elba.

In tale periodo, Rodolfo II d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero (dal 1576 al 1612), dichiarò Nobili i VADI residenti allora in Populonia.

Tale Nobiltá oltre al suo Rango, godeva di alcuni privilegi, quali erano ad esempio “esenti da diritti di gabella” in aggiunta al dono perpetuo di terreni della chiesa di San Carlo nella parte occidentale dell’Isola d’Elba.

Fonti:
“Storia della Città e Stato di Piombino”, Licurgo Cappelletti.

Storia Vadi 12

[Anno 1759]

In tale periodo è da commendarsi GIUSEPPE VADI che da Don Carlos, figlio di Filippo V Re di Spagna, successore di Francesco Farnese alla Sovranità di Parma, avendo cangiato questo Ducato col Regno di Napoli, rinnovò formalmente l’Ordine di Costantino Magno nel 1759 ed il suo figliolo Fernando riceve con la Corona di Napoli la dignità di Gran Maestro dell’Ordine Reale di Costantino Magno e ne decoró in tale circostanza come presente a tale funzione di tale Ordine, già Cavaliere di Gerusalemme.

[Anno 1775] Populonia, Isola d’Elba, Principato di Piombino.

In tale periodo, venendo all’Isola d’Elba ove si stabilì, CERBONE VADI lasciava cinque fratelli tra Populonia e Vada: FRANCESCO, GIUSEPPE, BENEDETTO, GIOVANPAOLO e PIETRO.

Fonti:
“Libro dei Consigli e delle Deliberazioni degli Anziani”, Archivio di Stato di Firenze.

[Anno 1799] Isola d’Elba.

In quel periodo CERBONE VADI, Maire del Comune di Marciana – Isola d’Elba, si distinse allor quando nel 1779 le Milizie Francesi tentarono di impadronirsi dell’Elba, incontrando la fiera opposizione degli Isolani ed in particolare modo dei Marcianesi che nel mese di giugno, dopo vari giorni di sanguinosi combattimenti, le truppe del Generale Montserat subirono rilevanti perdite conoscendo la sconfitta più grande da quando avevano messo piede sull’Isola.

La capitolazione dei francesi fu firmata dal Comandante Ferrent nelle mani del Maire CERBONE VADI il 17 Luglio 1799.

In segno di riconoscenza per la recuperata salvezza e libertà, il giorno 15 Agosto 1799 durante la festività dell’Assunta portarono alla Madonna del Monte come doni votivi le armi e le bandiere tolte ai nemici e le appesero alle pareti interne con un epigrafe in legno, poi nel 1864 sostituita con una in marmo che testualmente dice:

“HAEC PATRIAE MONUMENTA VIRTUS
HOSTIBUS PLURIES VICTIS FUGATIS DELETIS
EREPTAS DIPARAE PATRONAE AUDITRICI IN
OBSEQUENTIS GRATIQUE-ANIMI-ARGUMENTUM
POPULUS MARCIANIESIS-ARS 1799”

“Questi Ricordi Del Patrio Valore
Strappati Ai Nemici Più Volte Vinti In Fuga E Sbaragliati,
Sono Espressione Di Riverenza E Gratitudine Alla
Madre Di Dio, Protettrice Ed Ausiliatrice
Del Popolo Marcianese – Anno Recuperata Salvezza 1799”

Fonti:
“La Tufa Marcianese”, articolo redatto su “Corriere Elbano” del 30 Marzo 1978.

[Anno 1814] Isola d’Elba.

In quel periodo con la venuta del Regno Napoleonico all’Isola d’Elba, il 3 Maggio 1814 il Pons de l’Herault scrive che Napoleone recatosi a Marciana trovò parole adatte per tutti, in generale e per ciascuno in particolare.

Aggiunge che Napoleone evitó, in questa circostanza, di parlare dell’insurrezione Elbana del 1799, guardando il Maire di Marciana CERBONE VADI

Tuttavia il VADI prese la parola cercando di giustificare quelli che a detta del Pons de l’Herault, erano stati i “Delitti del Passato”. Al che Napoleone avrebbe esclamato, rivolgendosi al Maire di Marciana CERBONE VADI:“Le sue parole mi farebbero credere che Ella si trovi nel novero dei criminali, se avesse il coraggio di cantare le loro lodi. La legge ha voluto stendere un velo sul passato: Lasci che io mi conforma alla legge ed Ella sia lieto del mio rispetto per Essa”.

Del che tutti si compiacquero, “Et tout le monde était enchanté”. Napoleone trovava nei Marcianesi persone dalla natura forte e dall’indole fiera, il cui carattere era a giudizio dell’Imperatore assai somigliante a quello dei Corsi.

In quel periodo CERBONE VADI, Maire del Comune di Marciana – Isola d’Elba, ospitò nella sua casa in Via delle Fonti, dal 21 Agosto al 23 Agosto 1814, l’Imperatore Napoleone il Grande e dal 25 Agosto al 5 Settembre 1814 Letizia Ramorino sua Augusta Madre, come da epigrafe in marmo posta dal Comune di Marciana a Memoria dei Posteri MDCCCLXXXVII.

Fonti:
“Anedotes de Ile d’Elbe”, Paris, 1897.

Storia Vadi 13

[Anno 1848] Regno di Piemonte e Sardegna.

Nel 29 Maggio 1848, lo Studente Patriota dell’Università di Pisa, GIUSEPPE VADI, partecipò con gli altri valorosi universitari alla Battaglia di Curtatone e Montanara al fianco dell’esercito Piemontese di Carlo Alberto Amedeo di Savoia, detto il Magnanimo, durante la Prima Guerra d’Indipendenza contro l’esercito Austriaco del Feldmaresciallo e Governatore del Lombardo-Veneto, Josef Radetzky.

In località Le Grazie, il Battaglione universitario di Pisa, con il suo inaspettato eroico comportamento e l’estremo sacrificio degli studenti (166 morti, 510 feriti e 1186 prigionieri, che costò agli Austriaci ben 100 morti e molti feriti), resistette fino alla tarda serata del 29 Maggio, dando cosí tempo all’esercito Piemontese di concentrarsi a Goito e prepararlo allo scontro decisivo del giorno successivo.

[Anno 1869 – 1878] Isola d’Elba, Regno d’Italia.

Nel periodo del Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, Primo Re d’Italia, che va dal 1861 al 1878 (ovvero il periodo che va dai primi plebisciti alla proclamazione del Regno d’Italia) e nel Regno di Umberto I di Savoia Re d’Italia (1878-1900), GIUSEPPE VADI, Cavaliere del Regno d’Italia dal 28 Gennaio1869 fino al 30 Dicembre 1878, fu Sindaco del Comune di Marciana Alta che a quel tempo comprendeva gli attuali Comuni di Marciana Marina, Marina di Campo e l’Isola di Pianosa.

Inoltre GIUSEPPE VADI fu Consigliere Provinciale dal 1876 al 1878 sempre del Regno d’Italia.

Storia Vadi 14

A cura di Ubaldo Vadi e Andrea Conti – © 2014 Sala d’Arme Achille Marozzo

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