Le Guardie della Tradizione Tedesca

A differenza del panorama che si presentava all’epoca lungo la penisola italica, con i suoi variegati metodi e tradizioni, l’Arte del Combattimento (detta “Kunst des Fechten”) praticata nell’area del Sacro Romano Impero è rimasta a grandi tratti immutata ed omogenea per secoli, traendo sempre come punto di riferimento i Zettel di Johannes Liechtenauer.

I pilastri di questo sistema si basano indubbiamente sulle quattro guardie basilari, dette Vier Leger. Proprio perché si parla di sistema è estremamente riduzionistico definire queste posture come se fossero delle semplici guardie. Le Vier Leger hanno come obbiettivo la copertura (ed allo stesso tempo l’invito a colpire) delle Quattro Aperture (Vier Bloessen); le stesse possono poi essere chiuse per rispondere con una punta (Absetzen), oppure il risultato di rotazioni di lama da legamento (Winden) e di tagli trattenuti con la punta diretta verso l’avversario (Hengen). In breve, le Vier Leger sono quasi sempre il naturale risultato di una manovra (Handtarbeit), indipendentemente dal nome che questa azione complessa può prendere per via della forma e del tempo in cui avviene durante il combattimento (Vor, Indes e Nach) o nella fase del combattimento stesso (Zufechten, Krieg e Abzug).

Un’altra ragione per cui si può parlare di sistema è il fatto che queste quattro guardie, oltre ad esser rimaste a grandi linee immutate nel tempo e nella denominazione (ad eccezion fatta della differente nomenclatura adottata da Johannes Lecküchner nel suo metodo di Langes Messer, poi ripreso da Joachim Meyer nella pratica del Dusack), sono riproducibili con le altri armi. Armi che compongono a loro volta quel metodo adottato da Liechtenauer leggibile già nelle prime righe dei versi a lui dedicati.

“Junck ritter lere
Got lieb haben frawen Jo ere
So wechst dein ere
Vbe ritterschafft / vnd lere
kunst dye dich zyret
vnd In kriegen zu eren hofiret
Ringes guet fesser
Glefen sper swert / vnd messer
Mandleich bederben
vnd In anderñ henden verderben”

“Giovane cavaliere impara
ad amare Dio e riverire le donne,
così che cresca il tuo onore.
Pratica la cavalleria ed impara
l’Arte che ti nobilita
e porta a te gli onori in guerra.
Afferra bene in lotta,
lancia, lanciotto, spada e messer
impugna virilmente,
e rendile inutili nelle mani degli altri.”

Vom Tag

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Questa guardia alta non copre alcuna Apertura e il colpo primario che è possibile sferrare è il taglio dall’alto (Oberhau). Nel HS. 3227, manoscritto associato al prete Hanko Döbringer, la Vom Tag viene equiparata alla Langort ma con le braccia e la punta sopra la testa.

“Dy vierde hute / vom tage / ist der lange ort / wer den wol furet mit gestragtem arme / den mag mã nicht mit hewe / noch mit stiche wol treffen / Is mag auch wol heissen / das henge ober dem hawpte.”

“La quarta guardia Vom Tag, è la punta lunga, dove chi la compie con le braccia distese non può essere colpito né di taglio e né di punta, e può anche colpire da sopra la testa.”

Quanto descritto è la postura ideale di questa guardia e ripresa anche dagli altri testi successivi, ad eccezione del Cod. 44A8, associato al Peter von Danzig, il quale aggiunge un ulteriore particolare: la possibilità di posizionarla sopra la spalla.

“Merck die hutt haist vom tag Do schick dich also mit Stee mit dem lincken fueß vor vnd halt dein swert an deiner rechtñ achsel oder mit auff gerackten armen hoch über dem haubt vnd stee also in der hut”

“Nota la guardia chiamata vom Tag e falla con il tuo piede sinistro avanti e tieni la tua spada sopra la tua spalla destra oppure con le braccia distese verso l’alto sopra la tua testa, e stai così in guardia.”

Questa alternativa permette di caricare comunque colpi dall’alto, ma più diagonali rispetto alla variante sopra la testa. Il fatto che questa seconda versione di Vom Tag sia poggiata sulla spalla e quindi propensa a compiere tagli diagonali fa pensare che sia appositamente adattata per sferrare i Zornhau.

Nel secolo successivo, Joachim Meyer segnerà uno spartiacque tra le due versioni di questa guardia, dando il nome di Zornhut alla versione con la spada sulla spalla, proprio per la sua predisposizione a sferrare i diagonali Zornhauw.

Ochs

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Questa guardia intermedia è adibita alla copertura di entrambe le Aperture superiori e il colpo primario che è possibile sferrare è la punta dall’alto (Oberort), in quanto questa è diretta verso l’avversario.

Nel MS. C487 del Fechtmeister Sigmund Ringeck, la Ochs è descritta nel seguente modo:

“Der ochß / do schick dich also mit stand mit dem lincke fuß vor vnd halt din schwert neben diner rechte sytte vir din haupt Vnd laß Im den ort gege de gesicht hange”

“La Ochs falla con il tuo piede sinistro avanti e tieni la tua spada per il tuo lato destro con l’elsa davanti la tua testa in modo che il tuo pollice sia sotto la spada, e con la punta rivolta al suo volto.”

Pflug

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Questa guardia intermedia è adibita alla copertura di entrambe le Aperture inferiori e il colpo primario che è possibile sferrare è la punta dal basso (Underort), in quanto questa è diretta verso l’avversario.

Nel MS. Germ. Quart. 2020, detto Goliath, la Pflug è descritta nel seguente modo:

“Merck die ander hut haist der phlueg da schick dich also mit Stee mit dem lincken fuess vor vnd halt dein swert mit gekrautztñ henden mit dem knopff vnder sich neben deiner rechten seitten zu der hüff das die kurtz schneid oben seÿ vnd der ort im stee gegen dem gesicht.”

“Nota l’altra guardia chiamata Pflug e falla con il tuo piede sinistro avanti e tieni la spada con le mani incrociate con il pomolo verso il basso al tuo lato destro all’altezza dell’anca in modo che il filo corto sia rivolto verso l’alto e la punta sia contro la sua faccia.”

Alber

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Questa guardia bassa non copre alcuna Apertura e il colpo primario che è possibile sferrare è il taglio dal basso (Underhau). Joachim Meyer, chiamandola Olber, spiega le ragioni per cui questa guardia si chiama in questo modo, oltre a descrivere come si fa:

“Der Olber wirt meines erachtens von dem wort Alber / welches ist so vil als einfeltig genennet / sintemal auß disem Leger kein volkomlicher fertiger streich mag erlanget werden / man erhole sich dan nach des widerparts durch einen absatz entpfangenen streichs / eines neuwen / welches fürwar einem Albern und einfeltigen menschen zu zumessen / ohne bereidten gegenstreich auff sich schlagen zulassen. Diser wirt also formiert / stehe mit dem Lincken fuß vor / halt dein Schwerdt mit dem ort vor dir außgestreckt auff die Erden / fur deinen vorgesezten fuß / das die kurtze schneid oben / die Lange unden stehe / so ligst du in diser Hut recht.”

“La Olber, secondo la mia opinione, prende il suo nome dalla parola Alber, che vuol dire “sciocco”, poiché da questa guardia nessun colpo può essere prontamente compiuto, a meno che uno non si prepari a tirare un taglio dopo aver parato il colpo avversario: cosa veramente da stupidi permettere a qualcuno di colpire senza aver preparato un contro-colpo. La Olber è fatta così: posiziona il tuo piede sinistro avanti e tieni la punta della spada estesa verso il suolo dinnanzi a te, in modo tale che il Filo Corto stia sopra e il Filo Lungo sotto. Così tu stai propriamente in questa guardia, come puoi vedere nella stessa immagine sulla destra.”

A cura di Andrea Conti – © 2014 Sala d’Arme Achille Marozzo